Patch Adams "Umorismo"

L'umorismo è parte fondamentale e vitale della vita. Per quanto l'essere umano voglia essere serio, pretenda sempre serietà e impegno continuo da se stesso, c'è molta parte della ricerca scientifica che dimostra che l'umorismo fa bene ed è un valore che si estende e dilaga all'interno della comunità”.
Così ha dato inizio alla sua conferenza, domenica 16 dicembre al centro congressi “Papa Luciani”, Hunter “Patch” Adams, famoso ai più grazie al film interpretato da Robin Williams. Ma lui esiste davvero: negli ultimi anni della sua vita ha girato il mondo facendo il clown, e ha portato il suo personaggio in 65 paesi, convinto che la migliore medicina per tutti i dolori sia l'amicizia. E che l'umorismo e il sorriso ne contribuiscano alla buona riuscita.
Durante l'incontro, dal titolo “Umorismo e Salute”, “Patch” ha sottolineato come un cuor contento possa incidere positivamente nella salute dell'individuo, in quella di un gruppo di persone e in tutto il pianeta.
Il primo esempio lo ha tratto da se stesso: «Ho 62 anni e l'umorismo mi ha salvato la vita – ha spiegato – Mio padre era un soldato, e l'ho perso a 16 anni. Quando tornai negli Stati Uniti del sud, nel 1961, mi trovai in un periodo di accesa lotta per i diritti civili. Non riuscivo ad accettare che i neri non godessero di uguali diritti e vedere queste discriminazioni mi ha portato a partecipare ai movimenti di opposizione. Fui picchiato spesso per questo, finendo per ben tre volte, nel corso di un anno, in clinica psichiatrica. Fu durante il terzo ricovero che ebbi l'illuminazione: pensai che dovevo fare la rivoluzione dell'amore. Così presi due decisioni: la prima era che dovevo servire l'umanità facendo il medico, la seconda che dovevo diventare strumento di pace e giustizia. Ritenni che il mio atto politico di fronte al mondo era questo: essere felice tutti i giorni, un esempio di amore verso il prossimo». Con un vestito da clown addosso sarebbe stato più facile: e da quando ha intrapreso questa strada – ha aggiunto -  non si è più ammalato. «L'umorismo mi ha salvato la vita – ha continuato - perché mi ha reso tutto quello che facevo, o che volevo ottenere, più semplice, anche nei rapporti con gli altri».
Come attivista politico al servizio della pace e della politica, cominciò ad interessarsi all'approccio cibernetico, sistemico della medicina. Si accorse che nessuna università aveva mai insegnato l'essere compassionevole. «Volevo creare un modello, un punto di criticità contro il sistema perché la sanità va male in tutto il mondo. Negli anni Settanta ho aperto il mio istituto, una casa con 6 camere da letto, chiamata “ospedale”, aperta per i ricoveri 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, per qualsiasi problema» ha sottolineato Adams, che ha rilevato come un quinto delle persone che si rivolgevano a lui fossero affette da problemi psichiatrici. «Mi sono scontrato con la realtà che le persone, anche se hanno tutto, non hanno vitalità, non sono felici. La felicità non si ottiene con una pillola, la vita è un privilegio, perciò nel nostro ospedale alla medicina abbiamo aggiunto le arti, l'agricoltura, la questo senza far pagare ticket ai pazienti e senza necessità di assicurazione creatività. Chiedevo ai collaboratori di essere felici, collaborativi, fantasiosi». Tutto. L'essere clown, lavorare nella natura, all'aria aperta, era il loro modo di essere medici, non una terapia. «Non abbiamo mai ricevuto nessuna donazione e il personale non era retribuito: perciò doveva trovarsi un altro lavoro per sopravvivere.
Per 37 anni ho pagato per fare il medico; ma nei primi nove anni del progetto nessuno degli operatori sanitari lo abbandonò».
«Ad un certo punto cominciai a chiedermi: “Perché in tanti anni non abbiamo ricevuto nessun fondo? In quale modo gli statunitensi trovano denaro per i loro progetti?”. La risposta era: “Attraverso la fama e la televisione”. Ecco perché negli ultimi 25 anni ci siamo impegnati per diventare famosi, raccogliere fondi e così aiutare le persone. Visto che l'ideale era quello di amare i nemici e nel 1985 Reagan sosteneva che i nostri nemici erano i russi, ci siamo recati in quel paese e da allora ogni novembre, per un mese, vi torniamo. Lo scopo di tutte le nostre azioni è portare umanità a chi soffre, aggiungendo un po' di sano umorismo. L'essere clown è solo un espediente per avvicinare gli altri, perché – ahimé – sono convinto che se non cambiamo l'attuale potere del denaro e della prevaricazione sugli altri, non ci sono speranze di sopravvivenza per la nostra specie».
Patch Adams "Umorismo"